Flotta di UFO all'inseguimento della ISS

Ci risiamo. Dal solito sito sembra che la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) sia stata inseguita da una flotta composta da centinaia di UFO i quali hanno emesso, chissà per quale strana ragione, strani bagliori e segnali luminosi. Magari vi era celato un codice morse da decifrare?

Secondo la medesima fonte il filmato, che sarebbe stato registrato dagli astronauti il 19 febbraio 2013, è l'ulteriore prova evidente che le lanterne cinesi non possono essere sempre la spiegazione a tutto ciò che vola sopra le nostre teste e oltre l'atmosfera terrestre. Dunque, da cosa sarebbe realmente composta quella flotta luminosa? Proviamo a scoprirlo.

Questo che segue è il filmato caricato da Segnidalcielo attraverso il loro canale YouTube, in cui si notano degli oggetti luminosi che seguono, a loro dire, l'orbita della ISS. Nulla di più falso.

 

Il video altro non è che uno spezzone riciclato da un filmato riconducibile alla missione NASA STS-75 lanciata il 22 febbraio 1996. Quindi, tanto per la cronaca, si sta discutendo di un vecchio video registrato dallo Shuttle Columbia e non dalla ISS, come riportato dal seguente filmato nel quale bisogna tener conto della parte che va dal minuto 13:46.

 

Cosa sono, pertanto, quegli oggetti luminosi? Sono semplicemente detriti e/o cristalli di ghiaccio che si formano da due due principali fonti della navetta visibili anche nel suddetto filmato: una prima riconducibile ai motori principali che bruciano idrogeno e ossigeno liquidi come combustibile per i razzi. Idrogeno ed ossigeno combinati formano acqua che si trasforma in ghiaccio nello spazio.

(NASA STS-75: min. 1:09 cristalli di ghiaccio dai motori principali)
(NASA STS-75: min. 1:09 cristalli di ghiaccio dai motori principali)

 

Una seconda fonte, anch'essa visibile nel filmato citato, è riconducibile ai cd. water storage tanks, dei serbatoi (ne sono quattro) in cui l'acqua viene immagazzinata come sottoprodotto di celle a combustibile che combinano idrogeno e ossigeno per generare potenza. Al termine di questo ciclo, l'acqua divenuta in eccesso viene letteralmente sfiatata verso lo spazio esterno trasformandosi in particelle di ghiaccio fluttuanti.

(NASA STS-75: min. 13:27 sfiato dai serbatoi d'acqua)
(NASA STS-75: min. 13:27 sfiato dai serbatoi d'acqua)

 

La spiegazione integrale sulle presunte anomalie registrate dallo Shuttle Columbia è leggibile qui. È comunque interessante visionare tutto il filmato che mostra l'evento che ha resto celebre la missione STS-75, grazie alla speculazione prodotta da diversi cialtroni dell'Ufologia: il Tether incident, ritenuto per anni un importante contributo atto a dimostrare che diversi UFO hanno accompagnato lo Shuttle durante e dopo il rilascio (fallito) del satellite TSS-1R e che invece si sono rivelati essere, da una parte, i citati detriti grazie all'analisi effettuata dall'ing. James Oberg e, dall'altra, artefatti prodotti dalla videocamera utilizzata per le riprese attraverso un paio di interessanti riscontri tecnici, come la registrazione del medesimo UFO in un filmato amatoriale del 1993 e la simulazione prodotta attraverso questo esperimento. In entrambi i casi la cattiva messa a fuoco e la sovraesposizione delle immagini hanno determinato la nascita di ciò che è stato ritenuto per anni un clamoroso evento di natura ufologica.

 

Con il considerevole riciclo della "parte incriminata" viene fuori qualcosa di divertente. Alcuni youtuber hanno modificato il titolo inventandosi un evento inesistente (UFO), altri hanno invece attribuito alla breve clip l'esatta natura di ciò che veniva osservato (ghiaccio).

La sovrapposizione dei frame tratti dai filmati riciclati da opposte fazioni, come di seguito riportato, rende ancora una volta il sito di Segnidalcielo del tutto inattendibile ed inaffidabile, interessato solo a promuovere bufale.

Immagine degradata ai fini educativi e per utilizzo senza scopo di lucro, secondo la Convenzione di Berna, art.10
Immagine degradata ai fini educativi e per utilizzo senza scopo di lucro, secondo la Convenzione di Berna, art.10

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